30 NOVEMBRE 2018, ORE 19:00 - 22:00

"Ilaria Sagaria:
Il dolore non è un privilegio"

The Gallery, via Giosuè Carducci 2, Napoli

 

The gallery consiglia i seguenti istituti di comunicazione: Accademia di Comunicazione, Milano / IED - Isituto Europeo di Design, Roma / Ilas - Istituto Superiore di Comunicazione, Napoli / Accademia di Belle Arti, Catania

DAL 16 AL 25 NOVEMBRE 2018

Guido Harari: Ritratti

Inaugurazione:
16 novembre 2018, ore 19:00 - 22:00
Vai all'evento Facebook Aperture straordinarie:
- sabato 17 novembre dalle 10,00 alle 13,00
- sabato 17 novembre dalle 17,00 alle 20,00
- domenica 18 novembre dalle 10,00 alle 13,00
- lunedì 19 novembre dalle 10,00 alle 13,00
- giovedì 22 novembre dalle 10,00 alle 13,00
- sabato 24 novembre dalle 10,00 alle 13,00
- domenica 25 novembre dalle 16,00 alle 19,00

Ritratti La galleria dei ritratti fotografici di Harari ha la forma di un solco profondo e interminabile che prende vita dentro la storia internazionale della musica contemporanea. Ogni immagine del suo lavoro è una finestra invitante, aperta su di un mondo, ogni volta diverso: la musica jazz, rock e pop e tanto altro ancora. E’ sulla musica che si sofferma gran parte del lavoro di Harari, su quella imprescindibile passione che da consumatore, attraverso la fotografia, gli fa compiere un gran salto, trasportandolo in una sua personale e sempre nuova idea di creazione. Ogni volto ritratto, infatti, è il racconto di una storia che si sviluppa con l’idea di voler superare l’immaginario precostituito del pubblico, generando una meravigliosa sorpresa nella quale immergersi fino a perdersi. Harari parla di "ritratto come incontro", in una continua tensione verso l'altro, spinto da un desiderio di sorprendere tutti, all'interno di un processo di inesauribile ricerca di immagini ogni volta diverse. Il soggetto fotografato prevale sull'immaginario del fotografo: è con questa importante premessa che Harari realizza i suoi ritratti nei quali la visione cambia sempre, anche a costo di venirne fuori con uno stile fotografico irregolare. "È importante il ritratto del fotografo, non quello del sedicente artista"- afferma Harari- ed è per questo motivo che segue, nei suoi servizi fotografici, uno schema rigido e liquido al tempo stesso. Tutto inizia con una meticolosa preparazione del servizio, per passare, poi, ad una sua successiva forte strutturazione, caratterizzata, però, da un ampio margine di improvvisazione che lascia il campo libero, sia al soggetto ritratto, per muoversi sulla scena come meglio crede, che al suo spettatore, che può, così, liberamente trovare le sue personali letture in ogni immagine. Viene fuori, da ogni ritratto, il grande spazio dato alla curiosità che porta Harari a costruire un racconto intimo e fantasioso, di un vissuto e non una ricerca estetica, frutto di un percorso di conoscenza e di esplorazione dei personaggi che ha scelto di amare. Penso ad una frase di Plutarco che dice: "La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere". È con questo incitamento che mi immergo in questi volti, lasciandomi trasportare dal flusso narrativo, ma anche seguendo una idea di fuoco che possa accendere la curiosità di tutti noi spettatori pronti a creare ognuno la sua narrazione.
Testo critico a cura di Federica Cerami

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Guido Harari Guido Harari ha conosciuto e fotografato i più grandi miti della musica. Di lui Lou Reed ha detto: "Sono smpre felice di farmi fotografare da Guido. So che le sue saranno immagini musicali, piene di poesia e di sentimento. Le cose che Guido cattura nei suoi ritratti rimangono in genere ignorate dagli altri fotografi. Considero Guido un amico, non un semplice fotografo". Nei primi anni Settanta Guido ha avviato la duplice professione di fotografo e di giornalista musicale, contribuendo a porre le basi di un lavoro specialistico sino ad allora senza precedenti in Italia e collaborando con riviste come "Ciao 2001", "Giovani", "Gong", "Rockstar", "Rock & Folk", "Mojo", "Amica", "Linea Uomo", "Sette", "Max", "King", "Moda", "Specchio", "Gentleman", "SportWeek", "L'Uomo Vogue". Collabora da sempre con i maggiori artisti musicali italiani e internazionali per i quali ha firmato un’infinità di copertine di dischi: tra tutti Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Kate Bush, Vinicio Capossela, Paolo Conte, David Crosby, Pino Daniele, Bob Dylan, B.B. King, Ute Lemper, Ligabue, Mia Martini, Paul McCartney, Gianna Nannini, Michael Nyman, Luciano Pavarotti, PFM, Lou Reed, Vasco Rossi, Simple Minds e Frank Zappa. Di Fabrizio De André è stato uno dei fotografi personali, con una collaborazione ventennale che include la copertina del disco In concerto, tratto dalla leggendaria tournée dell’artista genovese con PFM nel 1979. Su De André Guido ha realizzato tre fortunati volumi: E poi, il futuro (Mondadori 2001, con nota introduttiva di Fernanda Pivano), Una goccia di splendore (Rizzoli 2007, con nota introduttiva di Beppe Grillo) e De André & PFM. Evaporati in una nuvola rock insieme a Franz Di Cioccio (Chiarelettere 2008). È stato inoltre uno dei curatori della grande mostra dedicata a De André da Palazzo Ducale, a Genova. Dagli anni Novanta il suo raggio d’azione contempla anche l’immagine pubblicitaria, il ritratto istituzionale, il reportage a sfondo sociale e la grafica dei volumi da lui curati. Ha realizzato mostre (Strange Angels 2002/05, Wall Of Sound 2007/08, Sguardi randagi. Fabrizio De André fotografato da Guido Harari 2009/10) e pubblicato numerosi libri illustrati tra cui Il Circo di Paolo Rossi. Sotto un cielo di gomma (Baldini & Castoldi 1995), Barboni. Il teatro di Pippo Delbono (Ubulibri 1998), Khulna, Bangladesh per l’associazione Progetto Sorriso nel Mondo 2003, Strange Angels 2003, con nota introduttiva di Lou Reed e Laurie Anderson, The Beat Goes On con Fernanda Pivano (Mondadori 2004); Vasco! (Edel 2006), Wall Of Sound (HRR Edizioni 2007), Mia Martini. L’ultima occasione per vivere con Menico Caroli (Tea 2009, con nota introduttiva di Charles Aznavour), Giorgio Gaber. L'illogica utopia (Chiarelettere 2010, con nota introduttiva di Luigi Zoja), Quando parla Gaber (Chiarelettere 2011), Vinicio Capossela (Tea 2012), Tom Waits (Tea 2012), Kate Bush (Wall Of Sound Gallery 2014). Nel 2011 ha fondato Wall Of Sound Gallery, la prima galleria fotografica italiana interamente dedicata alla musica.

 
 
 

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